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Villa Giovanelli Fogaccia

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“Vede quella collina? Vorremmo costruirci la casa, press’ a poco come il Palazzo di Elusone”…Così le Contesse Fogaccia parlavano all’Architetto Marcello Piacentini. E la costruzione iniziò: nell’Agro Romano, fra la Boccea e l’Aurelia, a cinque chilometri da San Pietro, ecco la Villa Poco più in là, la Borgata Fogaccia, nata dopo importanti opere di bonifica e di trasformazione agraria e fondiaria.La figura della Villa nasce attorno a una vecchia torre centrale alla quale, durante i secoli, si affiancarono altre costruzioni. Cortile d’ingresso in ‘sampietrini’ con cordoni di travertino; all’interno pareti dorate con tinte di avorio, di tufo, di verde, di rosso cupo, di arancione e viola.Lo scalone in travertino, gli infissi di legno colore mogano: ogni particolare è stato attentamente curato. L’Architetto Piacentini sperimentò per la prima volta una sua concezione costruttiva di casa privata: le sale di soggiorno non sono collocate sullo stesso livello dei piani del fabbricato, ma a metà fra il pianterreno rialzato e il primo piano. Nei pavimenti degli ingressi, troneggiano due stemmi: il giglio dei Farnese, la fascia argento e azzurra, la focaccia e l’olmo (emblemi degli stemmi Fogaccia). Lo scalone unisce le tre sale. Pilastri e archi dividono le due rampe. Ne sorge un elegante gioco di linee e di prospettiva. I pesanti portoni chiudono uno l’accesso al cortile, l’altro quello al terrazzo. Il salone vasto ambiente di 132 metri quadri senza aperture, possiede due sporgenze una a mattino-mezzogiorno, l’altra a sera. La sala da pranzo di 60 mq disegna un rettangolo dalle pareti chiuse, illuminato da una grande trifora. Tutto è di pregio: i pavimenti, i soffitti, i ferri battuti, gli stipiti. I pavimenti in cotto, espressamente confezionati a Perugia; le ceramiche di produzione napoletana. Il ferro è forgiato: gli artigiani della Valle Seriana lo lavorarono nelle inferriate, nelle maniglie, nei bandoni delle porte, nelle chiavi, nei grossi catenacci a cesello. Il bagno degli ospiti in marmo di S. Benedetto di Valle Seriana; le rubinetterie riproducono animali di campagna: la chiocciola, il lombrico, la tartaruga. Tutti gli stipiti interni ed esterni, i portali d’ingresso, i pilastri della terrazza e lo stemma sono in peperino di Viterbo. La Villa custodisce 70 mila essenze arboree, tutte piantate ex-novo, tra cui molte danneggiate dalla guerra, ma poi con maestria sostituite. Villa Giovanelli Fogaccia rappresenta una scenografica dimora storica per i vostri ricevimenti, matrimoni o colazioni di lavoro. Nella massima privacy di un luogo esclusivo dove effettuare conventions, meetings e presentazioni ma anche tutte le vostre serate di gala immersi in uno splendido parco con giardino all’italiana.

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